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aperitivo
25 Nov 2016

L’aperitivo: un momento da vivere

A leggere la definizione della parola “Aperitivo” su un qualsiasi dizionario viene quasi la pelle d’oca per quanto sia fredda.

A loro giustificazione dobbiamo dire che non è mai semplice spiegare il significato di una parola che indica un momento che ha bisogno di essere gustato intensamente per capirlo fino in fondo. Ecco che cos’è l’Aperitivo: un momento da vivere, da gustare. È una pausa, un intervallo che divide la giornata lavorativa da quella che normalmente si dedica a sè stessi e la propria famiglia.
L’Aperitvo è una tradizione che si tramanda ormai di generazione in generazione e che per questo è entrato a far parte degli usi e costumi italiani.

LE ORIGINI DELL’APERITIVO

Proprio al nostro paese si deve la paternità dell’Aperitivo cosi come lo conosciamo oggi. Ma partiamo dal principio.
Il termine Aperitivo deriva dal latino aperitivus (-che apre), ed era utilizzato per indicare una particolare bevanda capace di stimolare la sensazione della fame.
Anche se testimonianze di bevande con queste caratteristiche sono state ritrovate anche nel mondo antico, la nascita dell’Aperitivo vero e proprio ha una data ben precisa.
Era il 1786 quando a Torino il signor Antonio Benedetto Carpano inventò il Vermut: un vino aromatizzato ottenuto con infuso di oltre 30 tipi di erbe e spezie. Da allora questa particolare bevanda è stata esportata in tutta Europa fino ad essere prodotta da Cinzano e Martini&Rossi. Da quel momento non ci volle molto affinchè si diffondesse anche nelle principali metropoli italiane come Torino, Genova, Milano, Firenze, Venezia, Napoli. L’affermazione dell’Aperitivo è stata totale, arrivando ad indicare quel preciso momento della giornata che va dalle 18.00 alle 21.00, quel momento che appunto precede la cena e che scandisce la pausa relax post-lavoro.

LA CLASSIFICAZIONE DEGLI APERITIVI

Gli aperitivi più diffusi sono l’Americano, il Negroni, il Pirlo, lo Spritz, il Campari, il Rossini, il Sanpallegrino e il Prosecco. Ma cerchiamo di fare una classificazione più precisa:

  • Vini: i vini frizzanti stimolano le produzioni gastriche. Di solito si utilizzano i bianchi, rosé e secchi – il Prosecco è il più diffuso – ma anche Marsala, Porto e Sherry;
  • Bitter e Seltz: sono ovviamente gli aperitivi che vanno per la maggiore perchè stuzziacano le papille gustative esaltando i successivi sapori della cena. Comprendono Campari, Aperol, Crodino, Biancosarti, Cynar, Rabarbaro, China e Spritz;
  • Vermouth: un sapore forte al palato. Nella versione dry con olive stimola i sapori amari, mentre rosso con limone quelli dolci;
  • Cocktail, birre e analcolici: tra questi spiccano sicuramente i cocktail all’anice, le birre bionde leggere o i mix birra e bitter. Anche se sono i meno diffusi, assolvono comunque al rito.

In definitiva, ovunque tu sia, quando scatta l’ora dell’aperitivo non devi far altro che cercare il bar più vicino e ordinare un momento di puro relax, ovvero un Aperitivo.

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